Antuni: il borgo fantasma sul Lago del Turano

Il borgo fantasma sul Lago del Turano
Guardandolo oggi dalla riva del Lago del Turano, è difficile immaginare che Antuni fosse un paese abitato. Le case, le mura e il Palazzo del Drago occupano la sommità del Monte Antuni, su una penisola che si allunga nel lago e che oggi sembra quasi un'isola.
Quando Antuni nacque, però, il lago non esisteva ancora. Al posto dell'acqua c'era la valle del Turano, e il borgo viveva del rapporto con il territorio, l'agricoltura e la pastorizia. È proprio questa trasformazione a rendere Antuni uno dei luoghi più interessanti da visitare in tutta la valle.
Una storia molto più antica del lago
Le origini di Antuni risalgono al Medioevo. Il borgo, conosciuto come Castrum Antoni, viene fatto risalire almeno all'XI secolo e nel corso dei secoli passò sotto il controllo di diverse famiglie nobiliari.
Al centro dell'abitato si trovava il Palazzo del Drago, un edificio imponente con numerose sale, scalinate in pietra, giardini pensili e, secondo la tradizione, ben 365 finestre. Oggi della struttura originaria restano soprattutto il portale, le mura, i bastioni e i contrafforti, mentre parte dell'edificio è stata modificata dai successivi interventi di recupero.
Poi arrivò il lago
La storia di Antuni cambia radicalmente nel Novecento. Nel 1938 la costruzione della diga sul Turano porta alla formazione del bacino artificiale, e il rapporto tra il borgo e il fondovalle diventa completamente diverso: quello che prima era un territorio attraversabile diventa un lago.
Per gli abitanti significa perdere parte dei terreni coltivabili e dei pascoli usati tradizionalmente, una delle ragioni che portarono progressivamente all'abbandono del borgo. Nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale, Antuni venne colpita per errore in un bombardamento diretto al vicino ponte sul lago, un episodio che aggravò ulteriormente la crisi della comunità. Nel 1950 il paese era ormai di fatto disabitato, e nei decenni successivi le sue strutture furono progressivamente invase dalla vegetazione. È da qui che nasce l'espressione "borgo fantasma", anche se forse racconta solo una parte della storia.
Dal paese abbandonato al recupero
Negli anni Novanta è iniziato un importante percorso di recupero: sono state restaurate e messe in sicurezza le mura, l'antica mulattiera di accesso, la torretta e alcuni edifici. Il recupero non ha trasformato Antuni in un borgo abitato, ed è probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti della visita: si cammina dentro un luogo che conserva ancora le tracce evidenti della sua storia, tra edifici recuperati e ruderi.
Accanto al Palazzo del Drago si trova un altro elemento particolare, il Labirinto di Antuni: sette cerchi concentrici realizzati con le pietre del luogo, pensati come un percorso simbolico per camminare lentamente verso il centro e poi tornare indietro.
La visita può essere completata raggiungendo l'Eremo di San Salvatore, costruito dentro una grotta naturale sulla parete del monte che guarda verso il lago. La piccola chiesa rupestre conserva ancora tracce di affreschi, e la vista sul lago dall'ingresso della grotta è uno dei momenti più particolari dell'intero percorso.
Come si visita Antuni
Questa è un'informazione importante da sapere prima di partire: Antuni non è accessibile liberamente. L'accesso al borgo e all'Eremo di San Salvatore avviene solo con visite guidate organizzate e su prenotazione.
Camminando Con, che organizza visite guidate ad Antuni dal 2016, propone appuntamenti durante tutto l'anno, di norma la domenica e nei giorni festivi, con date aggiuntive in alta stagione e la possibilità di organizzare visite per gruppi in altre date, in base alla disponibilità. Prima di programmare la giornata, controlla sempre le date disponibili e prenota in anticipo: il sentiero è chiuso da un cancello e non è possibile raggiungere l'ingresso in autonomia.
Quanto tempo dedicare alla visita
La visita guidata permette di conoscere non solo gli edifici ma soprattutto la storia di chi abitava qui: la posizione delle case, l'organizzazione del paese, le vicende delle famiglie che lo hanno governato. Da soli vedresti mura, ruderi e panorama; con una guida capisci perché un borgo che per secoli è stato parte integrante della valle sia arrivato a un abbandono quasi completo.
Se aggiungi la tappa all'Eremo di San Salvatore, metti in conto qualche ora in più rispetto alla sola visita al borgo.
Antuni e il Lago del Turano
C'è una cosa che ci piace particolarmente di questo luogo: Antuni permette di capire il Lago del Turano anche attraverso ciò che c'era prima del lago. Camminando tra le sue mura, vale la pena ricordare che quel panorama che oggi sembra naturale non esisteva quando il borgo fu costruito. Il lago è arrivato dopo, cambiando la geografia della valle, i collegamenti e la vita delle persone.
Oggi Antuni si trova in una posizione che sembra quasi disegnata per il turismo, una penisola circondata dall'acqua con il borgo medievale in cima e l'eremo affacciato sul lago. Ma questa bellezza nasce da una storia molto più complessa di quanto il panorama lasci intuire.
Da La Casina di Viola
Per chi soggiorna a La Casina di Viola, Antuni è una delle escursioni che consigliamo di considerare per una giornata dedicata alla parte centrale della Valle del Turano. Puoi abbinare la visita al borgo a Castel di Tora, che si trova proprio di fronte a Monte Antuni, e proseguire poi lungo il lago.
Il nostro consiglio è di prenotare la visita guidata prima di partire, verificando giorni e orari disponibili: le date cambiano durante l'anno e alcune si riempiono in fretta nei weekend di alta stagione.
Domande frequenti su Antuni
Antuni si può visitare liberamente? No. L'accesso al borgo e all'Eremo di San Salvatore è possibile solo con visite guidate su prenotazione, generalmente la domenica e nei giorni festivi.
Perché Antuni viene chiamato borgo fantasma? Perché fu abbandonato nel corso del Novecento, tra la costruzione della diga, un bombardamento nel 1944 e il progressivo spopolamento, fino a restare di fatto disabitato dal 1950.
Quanto dura la visita guidata ad Antuni? In genere un paio d'ore per il borgo, di più se si aggiunge la tappa all'Eremo di San Salvatore.





Commenti